Fish, mollusks and crustaceans of the Venetian Lagoon and the Upper Adriatic
Watercolor illustrations by Claudio Trevisan
Palazzo della Loggia – Noale (VE)
September 16 – 24, 2023
Palazzo della Loggia – Noale (VE)
September 16 – 24, 2023
7 – 14 October 2023
A selection of approximately 60 watercolors depicting fish and mollusks from the lagoon. These works will be on display at the exhibition “Laguna InVita: Know It, Respect It, Protect It. Experience It,” which opened on May 20, 2021, at Palazzo Corner Mocenigo in Campo San Polo, in the branch of the Guardia di Finanza Historical Museum.
The exhibition, organized by the Veneto Regional Command of the Guardia di Finanza, in collaboration with the Venezia InVita association, aims to raise awareness of the local marine fauna and the ecosystem that supports it. The illustrations are accompanied by captions in Italian and dialect, and will also include the scientific names of the various fish species. The goal is also to raise awareness of how important understanding the fauna that inhabit our lagoon is to safeguarding marine biodiversity and the health of the community.
In this, my first exhibition as an illustrator, I present a series of fish, mollusks, and crustaceans painted in watercolor.
There are 56 plates depicting 76 different species that live in the Venetian Lagoon and the Upper Adriatic. Some of these can be found in the rocky areas at the lagoon inlets and in the so-called “tegnùe,” rocky seabeds located offshore from Lido di Venezia and Pellestrina.
Many of these species are edible and can be found in our local fish markets, while others can only be observed through scuba diving.
Botanical and zoological illustration, although present in Egyptian, Roman, and medieval times in different forms and for different purposes, only found a truly scientific approach during the Renaissance. Leonardo da Vinci and Albrecht Dürer are notable examples.
In the 18th century, scientific illustration made a significant leap forward, thanks in part to Carl Linnaeus and his rational system of classification. However, it was in the 19th century that scientific representation reached its peak: following the publication of On the Origin of Species by Charles Darwin, many illustrators began depicting increasingly unusual species.
Illustration thus played a key role in the dissemination of scientific knowledge until the late 19th century, when photography began to replace this art form.
Nevertheless, the importance of illustration extended—and still extends—beyond the scientific field, inspiring artists such as John Ruskin and Vincent van Gogh, who chose to depict crabs; Piet Mondrian, who painted flowers with an illustrator’s precision; and Katsushika Hokusai, who produced prints of plants and birds.
E’ Stata inaugurata sabato 24 febbraio 2018 alle ore 16.00 la mostra “Paesaggi della mente” nella Barchessa di Villa Giustinian-Morosini “XXV Aprile” a Mirano, organizzata dal Comune e dalla Commissione Pari Opportunità, e presenta le opere di Mariapia Lionello, Benedetta Socal e Claudio Trevisan.
La mostra sarà visitabile da sabato 24 febbraio a giovedì 8 marzo 2018, presso la Barchessa di Villa Giustinian-Morosini “XXV Aprile”, in via Mariutto n. 1 a Mirano.
Orari: sabato e domenica dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.30; martedì e giovedì dalle 15.00 alle 17.30. L’inaugurazione sarà sabato 24 febbraio alle ore 16.00. Negli stessi orari sarà aperta la contigua Casa delle Muse.
La mostra presenta le opere di Mariapia Lionello, Benedetta Socal e Claudio Trevisan. La scelta di accumunare tre linguaggi artistici diversi – rispettivamente fotografia, incisione e pittura a tecnica mista – evidenzia una visione comune del paesaggio, sentito come luogo della mente. Ciò che l’occhio può cogliere è sempre mediato dall’interpretazione che l’uomo ne dà e ne consegue che ciò che l’artista può esprimere è sempre un paesaggio interiore, una propria visione del mondo. Così attraverso tre diverse modalità di interpretazione gli autori si raccontano e raccontano la loro idea di realtà: per Benedetta Socal il paesaggio è reso deserto da un’umanità che paga per gli errori compiuti, Claudio Trevisan sembra cercare una nuova creazione in cui l’uomo possa ricominciare, Mariapia Lionello si sofferma in un microcosmo di dettagli che colgono l’essenza dei luoghi visitati e dei luoghi della mente.
Il paesaggio della mente è dunque il luogo più difficile da esplorare: si percorre attraverso sentieri spesso scoscesi, si attraversa come un deserto, talvolta ci si perde per poi, come in un labirinto, quasi casualmente ritrovare il cammino verso l’uscita. È un paesaggio onirico, fatto di sensazioni e di emozioni.
Mostra collettiva in concomitanza con le opere selezionate per il Premio Mestre 2017. Dal 18 settembre al 2 ottobre 2017.

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In questo ciclo di opere dal titolo Evoluzione ho voluto ripensare al rapporto che abbiamo con la Terra. Evolvere, volgere da, cambiare. Il mio percorso stilistico stesso segna evoluzione perché dall’acquerello puro, attraverso il puro astratto sono giunto a un rapporto con la materia pittorica in cui i colori non si dissolvono solamente nell’acqua, ma incontrano l’ostacolo di materiale duro e impenetrabile. Rappresento così il rapporto che abbiamo oggi con la Terra, segnata da un cambiamento di cui noi uomini siamo responsabili. Il degrado e il deterioramento del rapporto con la Natura rispecchia la disarmonia dei rapporti umani e nei miei dipinti immagino una Terra ritornata all’alba del giorno primordiale in cui la materia si va formando e dove il ritorno all’essenza dei quattro elementi – fuoco, aria, terra e acqua – prelude a una evoluzione in cui l’uomo riscopra radici di umanità che sembrano oggi perdute.
Claudio Trevisan
Quando il pittore comincia la sua opera, sulla carta si stendono geometrie chiuse, contorni precisi, quasi a voler catturare e definire la realtà entro confini rigidi. Ma qui sta la contraddizione e la meraviglia di queste opere: la geometria in corso d’opera viene frantumata, la luce ricrea percorsi che parevano inaccessibili, la materia sembra esplodere di luce inaspettata. Le ‘Terre’ di Trevisan ripropongono paesaggi che richiamano lo sconvolgimento della crosta terrestre all’origine del mondo e sono contemporaneamente paesaggi dell’animo umano, momenti onirici in cui sentiamo una tensione tra materia e spirito, in cui si vorrebbe contenere il turbamento dell’animo e allo stesso tempo si vorrebbero cercare nuovi promettenti orizzonti di immaginazione.
L’acquerello, la tecnica che più associamo a un’eterea rappresentazione di paesaggi dai colori lievi e sfumati, in questi dipinti viene stravolto, attraverso la sperimentazione di tecniche diverse, materiche, che danno alla carta una nuova dimensione e al dipinto una forza innovativa.
Lungo il confine tracciato di rocce nere zampillano i colori, come magma che colando stravolga e distrugga la solidità delle rocce.
Trevisan ricrea attraverso le sue opere un ambiente che è contemporaneamente naturale ed astratto. Intitolando le sue opere ‘Terre’, ci guida a immaginare paesaggi terrestri dove è sferzante il dominio della natura. I dipinti rievocano così la forza dei geyer, del vento che vortica nei canyon, dei marosi durante una tempesta. Ma poi, a guardare bene questi quadri, ci perdiamo in paesaggi che sono luoghi dell’anima, dove domina il contrasto tra la razionalità e l’istinto, tra la serenità e la passione.